por Ilarialetterata

Imparare a essere determinate e a credere in sé per conquistare il mondo: Elizabeth e Mary, le “strane creature” che ce l’hanno fatta!

“È strano il piacere che danno i fossili. Non tutti li amano, perché in fondo non sono che le spoglie di antiche creature. Se ci pensi troppo a lungo finisce che ti chiedi che ci fai con un cadavere impietrito fra le mani. Eppure li trovo affascinanti perché non appartengono al nostro mondo, ma provengono da un passato difficile da immaginare. […]

Fu grazie ai fossili che conobbi Mary Anning e la sua famiglia.”

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Bisognerebbe leggerne sovente di storie come questa: poetica, singolare nel suo genere, incredibilmente vera.

Storie che nutrono la tua autostima, che t’insegnano lezioni di inestimabile valore, che colmano l’ignoranza intesa nella sua più autentica accezione: l’ignorare, il non conoscere, il non sapere, preludio della paura.

Scrive Mason Cooley : “Leggere ci dà un posto dove andare anche quando dobbiamo rimanere dove siamo.”

Ebbene, al termine della lettura del romanzo della Chevalier, giunto ormai alla sua quinta edizione, ti renderai conto di aver attraversato la soglia degli ultimi due secoli e di aver vissuto lungo le suggestive coste di Lyme Regis, Inghilterra meridionale, la più appassionante delle tue avventure.

Difficile scrollarsi di dosso l’aria salina, il freddo rigido e severo, la bellezza seducente dei paesaggi; difficile far tacere la voce dolce e ostinata di Mary Anning e quella acuta e stizzita di Elizabeth Philpot e dei loro boriosi e, a dire il vero, a tratti, ridicoli e goffi antagonisti maschili!

Sì, perché Strane creature è una storia al femminile e per il femminile; una storia commovente, profonda, sfrontata e risoluta e non leggerla significa privarsi di un tassello importante nella conoscenza del percorso che ha portato noi donne ad essere quello che oggi siamo e che saremo.

L’adrenalina che trasuda dal romanzo di Tracy Chevalier è un mix esplosivo di coraggio, sfrontatezza, caparbietà. Non capita tutti i giorni di conoscere donne che possiamo considerare eroine di un tempo nuovo, non il nostro s’intende, bensì il loro. Donne che si sono spinte e hanno oltrepassato i confini di un territorio prettamente maschile, rendendolo fertile e vincente.

Sì, perché alza la mano, gentile fanciulla, se tu abbia mai saputo che è stata una donna a scoprire il primo esemplare di ittiosauro della storia, dando nuovo vigore e fondamento agli studi scientifici dei naturalisti dell’Ottocento e uno scossone imponente alle teorie religiose dell’epoca che non ammettevano il concetto di evoluzione della specie perché ciò avrebbe significato ammettere che il Creatore aveva dato vita a qualcosa di imperfetto.

Con quanto ardore la nostra Elizabeth Philpoth ha perorato la sua causa, rendendosi agli occhi dei suoi concittadini un essere ridicolo e bislacco! Lei, una semplice collezionista di fossili, venticinquenne zitella e istruita, che sfida le malelingue bigotte per dedicarsi alla sua più grande passione: i reperti, le Strane creature che la scogliera di Lyme riporta alla luce grazie all’incessante movimento delle maree.

Una donna dal temperamento di ferro Elizabeth: indipendente, coraggiosa, in grado di mettere a nudo le sue fragilità per poi servirsene per una crescita personale e professionale. Indimenticabile la scena dello scontro con il reverendo Jones, messo alle strette dalle sue domande incalzanti sul perché e sul per come si potessero trovare gli scheletri di creature delle quali si ignorava completamente l’esistenza. Le risposte insulse e particolarmente fantasiose dell’uomo di chiesa rappresentano alcuni dei passaggi più spassosi del romanzo.

Tanto Elizabeth è forte, quanto Mary è perseverante nel suo lavoro di scavo.

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Quando il romanzo ha inizio,

Mary è solo una bambina: una bambina sulla quale gravita già un’aurea speciale, essendo lei sopravvissuta ad un fulmine che la colpì a pochi mesi d’età. L’infinita tenerezza che ho provato nei riguardi di questa creatura, mi ha commosso. Mary, a differenza di Elizabeth, proviene da una famiglia indigente e la vendita dei fossili rappresenta per lei l’unico sostentamento economico;

Mary scava per vivere, ma crescendo capisce che non si tratta solo di una necessità, ma di qualcosa di più forte: una passione insita e sconfinata, l’idea che, oltre ai resti delle piccole creature che quotidianamente la scogliera le restituisce, ci sia qualcosa di più: creature più grandi, magiche, meravigliose…e Mary non sbaglia. Troverà lei, insieme al fratello Joe, i resti del primo ittiosauro, seguiti da quelli di altri esseri di cui si era solo ipotizzata, sino ad allora, l’esistenza.

A quel punto la fama di Mary cresce e richiama, nella piccola e bigotta cittadina di mare, studiosi autorevoli che desiderano essere accompagnati e guidati da Mary stessa nei luoghi in cui lei, così piccola e sola, ha riportato alla luce una Storia ancora sepolta e tutta da ricostruire e raccontare.

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La lettura di Strane creature ti regala una storia altamente istruttiva, ricca di spunti di riflessione circa l’evoluzione del nostro mondo e del nostro essere donne! Ti rende orgogliosa del percorso di vita delle due protagoniste e di come i loro nomi oggi campeggino nei templi del Sapere, accanto a quelli di personalità autorevoli quali il naturalista francese Cuvier e quello britannico Darwin. Motivo di orgoglio, per donne come te, l’impegno dell’autrice stessa che si è prodigata affinché la storia di queste due eroine fosse resa nota al pubblico dei lettori e la sua abilità nel trasmettere l’autenticità dello stretto sodalizio tra le due: due mondi così lontani quelli di Mary e Elizabeth che, a dispetto delle ipocrite convenzioni dell’epoca, hanno saputo convivere in un sentimento di amicizia e rispetto reciproci, donando, senza riserva alcuna, ciò che l’uno o l’altro poteva donare incondizionatamente.

“Io e Mary Anning siamo a caccia di fossili sulla spiaggia, lei cerca le sue creature, io i miei pesci. Gli occhi fissi su sabbia e scogli, percorriamo il bagnasciuga, ciascuna col suo passo. Mary si ferma e squarcia una pietra per carpirne i segreti. Io frugo tra l’argilla sperando in qualcosa di nuovo e prodigioso. Parliamo poco perché non ne abbiamo bisogno e ci perdiamo ognuna nel suo mondo, felici, l’una a due passi dall’altra, insieme nel silenzio.”

Niente di più lirico di quest’ ultimo brano. E ora che la storia è finita, mi sembra ancora di vederle, quelle due amiche, chine sulla sabbia, avvolte in un religioso silenzio, mentre intente a scavare, hanno cambiato la storia del mondo.

Hai già letto questo romanzo? E se sì, cosa ti ha colpito di più di questa storia? Credi anche tu che la solidarietà femminile possa cambiare il mondo?

E quanto pensi sia importante, per noi donne di oggi, coltivare la nostra autostima anche attraverso la conoscenza di chi, prima di noi, ha fatto della sua vita un piccolo capolavoro?

Parliamone insieme e, se conosci altre storie di successo, consigliale!

IlariaLetterata

Questa rassegna letteraria è stata pubblicata per la prima volta nella pagina web: https://medium.com/@IlariaLetterata/imparare-a-essere-determinate-e-a-credere-in-se-per-conquistare-il-mondo-elizabeth-e-mary-le-1ec95b94f557

Fonte delle foto: Ilaria Caputo